Quantitative Teasing


Si è chiuso il primo anno del Quantitative Easing targato BCE. A inizio anno, in un report della Mazziero Research (a cui non collaboro più) avevo espresso le mie aspettative sul valore di questa politica. In effetti già in precedenza mi sono espresso sul QE in generale e sui suoi reali fini. Voglio riprendere la traccia di quel tipo di analisi, e presento uno schema riassuntivo della posizione dell’eurosistema al 1° gennaio.

tabella BCE 2

Lo schema – oltre alle varie intuibili semplificazioni – condensa tra dare e avere le posizioni su estero (in valuta o comunque  con controparti estere), quelle con la Pubblica Amministrazione, e quelle con il FMI. La dimensione contabile del bilancio è in realtà di € 2.781mlrd (+€ 573mlrd, +25,9% da fine 2014), ma questo non incide sulle considerazioni da fare. Salta all’occhio che il bilancio è oggi dominato dalla componente Titoli, relegando i vari Finanziamenti (aste periodiche e le varie tranche di LTRO ancora in giro) decisamente in secondo piano. L’attività su titoli è quasi raddoppiata e si sta avvicinando alla metà del bilancio della BCE. In fondo è questo quanto ci si aspetta dopo un anno di Quantitave Easing. Il passivo del bilancio è invece ampiamente dominato – come dovrebbe comunque essere – dalla Base Monetaria.

È evidente che l’aumento del bilancio è ascrivibile per intero al QE, costituito da un aumento dei Titoli in bilancio per € 572mlrd (+€ 586mlrd i titoli dichiaratamente detenuti a fini di politica monetaria). Fin qui tutto più o meno come da manuale. Ma nel frattempo la BCE ha ridotto di € 71 miliardi i Finanziamenti al sistema bancario, o meglio: stante la pratica del full allotment (il soddisfacimento da parte della BCE di qualsiasi richiesta di liquidità da parte delle banche) è il sistema bancario che ha ridotto il drenaggio complessivo di finanziamenti centrali. Forse, di liquidità, ce ne è già abbastanza?

Si deve osservare infine che l’incremento della base monetaria è di “solo” € 469 miliardi, inferiore rispetto alla spinta data dal QE anche al netto del minor ricorso ai Finanziamenti. Spaccando il dato si rileva un incremento di banconote in circolazione per meno di € 67 miliardi, un incremento delle somme detenute sui conti correnti di liquidità della BCE per quasi € 238 miliardi ed ancora un incremento della famigerata deposit facility per più di € 164 miliardi. Tutto questo significa che circa il 70% dello stimolo attuato attraverso il Quantitative Easing è letteralmente “rientrato dalla finestra”, più del 12% ha sostituito i Finanziamenti, e meno del 12% si è sostanziato in maggior circolazione di euro. Meglio che niente?

Per valutare questo risultato si può dare occhio a come si era chiuso il 2014 (rimando sempre a un mio report per Mazziero). Si vede allora al tempo le banconote in circolazione risultavano aumentate per € 59 miliardi contro un saldo zero per i Titoli e contro una contrazione dei Finanziamenti per € 125 miliardi. Al tempo si trattò essenzialmente di liquidità uscita dalle forme di deposito a termine presso la BCE sulla spinta delle manovre sui tassi. Una rapida conclusione che trassi fu che i numeri dimostrassero come il problema europeo non riguardasse la liquidità, e che il QE sarebbe stato sostanzialmente irrilevante sul piano della “spinta alla liquidità → spinta al credito→ spinta all’economia”.

Nell’ultimo anno il credito in area euro (€ 16.615,2 miliardi) è salito giusto del 2,7% in un anno, +€ 439mlrd (meno del QE). Piazzandoci sopra una lente di ingrandimento, il credito di istituti italiani a settori della UEM diversi dalle amministrazioni pubbliche segna un glorioso +0,17%.

Di fronte ad un risultato sostanzialmente analogo al 2014 in termini di banconote in circolazione, ad un risultato ancora piuttosto scarsino sul credito, e ad una capitalizzazione delle Borse europee aumentata giusto di € 570mlrd, direi che la previsione sull’utilità di questa politica monetaria non convenzionale sia stata confermata, e che si possa concludere ampiamente sui suoi reali fini nonché sulla affidabilità nel tempo di certe relazioni tra aggregati economici.

… Importiamo sempre il meglio dall’estero… e perseveriamo pure!

 


Informazioni su Leonardo

Sostenitore delle teorie austriache, ma critico dell'ottusa ortodossia. Pubblico articoli e svolgo ricerca economica indipendente. Di lavoro attualmente faccio risk management, e mi metto le mani nei capelli.